Descrizione
Queste parole di Giangiacomo Feltrinelli non possono non risuonare nella mente quando si affronta un testo come "La banalità del male", che Feltrinelli pubblica nel 1964, un anno dopo rispetto alledizione originale. È un libro sconvolgente, che merita appieno laggettivo necessario. Perché a quindici anni dalla fine della Seconda guerra mondiale Arendt ci fa assistere insieme a lei al processo contro Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili dellorganizzazione della soluzione finale. Nel resoconto e nella riflessione che ne conseguono lautrice mostra che, contrariamente a quello che potremmo aspettarci, Eichmann non è un demone con la schiuma alla bocca e linconfondibile marchio del male stampato addosso. È un uomo normale. Il naso aquilino, locchiale di tartaruga, la corporatura minuta, la stempiatura abbondante. Quando la sua linea di difesa viene impostata su un superficiale stavo solo eseguendo gli ordini, si delinea la cupa presa di coscienza di questo volume: solo raramente il male è grande; molto più spesso ci somiglia, ha labito grigio della compiacenza, ha la sagoma della persona che ci precede nella fila al supermercato. E questo è terrificante. Arendt rifiuta un facile manicheismo e si chiede cosa voglia dire essere umani in un mondo in cui il male può essere tanto banale.
| Traduttore: | Piero Bernardini |
| Editore: | Feltrinelli |
| Collana: | Universale economica |
| Codice EAN: | 9788807899812 |
| Anno edizione: | 2025 |
| Anno pubblicazione: | 2025 |
| Dati: | 368 p., brossura |





