Descrizione
È allegro, indefinito e caotico, il mondo dei cuochi nella Roma Imperiale. Furfanti geniali e creativi, controllati a vista dai ricchi patrizi che li prendevano a nolo al mercato, erano ricercati e temuti e, nellarco dei secoli, sono stati gli artefici invisibili di quelle celebrate bontà che noi oggi consideriamo ardite mescole. Quello dei Romani è un gusto per palati assai diversi dal nostro: noi siamo troppo abituati a cibi sorprendentemente estranei alla nostra terra, per apprezzare gli intingoli che mandavano in visibilio i Romani, per cui anche la sola capacità di versare la giusta quantità di garum nelle vivande, era unarte. Per gli storici sembra quasi che i romani passassero la loro vita a tavola: li rappresentano come ghiottoni insaziabili, ma in realtà fino a sera facevano quasi a meno di mangiare e, per secoli, apparecchiarono le mense solo a giornata finita. Va chiarito che protagonista di queste pagine è una categoria professionale, anche se il nostro racconto inevitabilmente attingerà informazioni dalle fonti che si soffermano sui grandi mercati dellImpero, dove era possibile reperire i cuochi più ricercati e in grado di lavorare i generi alimentari più rari.
| Editore: | Francesco D'Amato |
| Collana: | Orsa maggiore |
| Codice EAN: | 9788855250191 |
| Anno edizione: | 2020 |
| Anno pubblicazione: | 2020 |
| Dati: | 126 p., ill., brossura |





