Descrizione
«Lasfalto era gelido, la neve pareva quasi calda. Ci ricopriva maternamente. Riuscivo a sentire il debole battito di Aitor che, a tratti, tremava e allora lo strinsi ancora più forte iniziando a raccontargli dei giorni trascorsi con papà, della strada percorsa, delle cose viste. Lo stringevo e parlavo quando, in lontananza, vidi papà carico di scatole. Ci guardammo e fu come se non ci vedessimo da una vita. Aprì le scatole e ci coprì con i fiori, che si muovevano al debole respiro di Aitor facendomi solletico al naso. Odoravano come larmadio di casa nostra. Una volta svuotate le scatole, papà si sedette lì accanto e mi strinse forte la mano. Mi disse:Andrà tutto bene.» Natàlia Cerezo nasce a Castellar del Vallès nel 1985 e A les ciutats amagades (2018) è il suo libro desordio. In esso allestisce una celebrazione del piccolo, del quotidiano, del particolare che, con linguaggio asciutto e diretto, fa arrivare al lettore in modo inequivocabile. A tratti, la sua scrittura ricorda quella della Munro, le sue ambientazioni rievocano quelle della Keegan, mentre il suo sguardo poetico, grato delle molte letture, restituisce il simbolismo magnetico della Plath.
| Traduttore: | Emanuela Forgetta |
| Editore: | Inschibboleth |
| Collana: | Margini |
| Codice EAN: | 9788855291101 |
| Anno edizione: | 2021 |
| Anno pubblicazione: | 2021 |
| Dati: | 143 p., brossura |





