Descrizione
Cosa resta della «verità» dellimmagine impressa su pellicola al tempo in cui è diventata completamente sintetica? O forse non cè mai stata una verità dellimmagine? Un grande fotografo e teorico ci accompagna in una vertiginosa discesa oltre i confini di realtà e finzione. In principio cerano la pittura e lo specchio. Prima della fotografia cerano i medaglioni coi ritratti delle persone più care e cera la possibilità di vedersi riflessi, per riconoscersi e abbellirsi. L'immagine che resta nel tempo e quella fugace quanto uno sguardo. La fotografia è più specchio che pittura: uno specchio che congela lattimo, che ha memoria, in cui le cose si imprimono per sempre. Fugace e insieme eterno. La fotografia cambia la grammatica dellimmagine, che quando è riflessa non inganna, restituisce il mondo così comè, e invece quando viene impressa su pellicola si trasforma, dipende da un punto di vista, diventa interpretazione, in bilico tra il vero e il falso: bisogna fare un salto oltre lo specchio per comprenderla. Bisogna considerare questioni antropologiche, estetiche, politiche. E allora forse la fotografia è sempre stata un po virtuale, ben prima che si potesse immaginare un universo in cui tutto è virtuale.
| Traduttore: | Sergio Giusti |
| Editore: | Einaudi |
| Collana: | Piccola biblioteca Einaudi. Big |
| Codice EAN: | 9788806265588 |
| Anno edizione: | 2024 |
| Anno pubblicazione: | 2024 |
| Dati: | 288 p., brossura |





